Da Wa lana cappello autunno/inverno caldo cappello caldo grey

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  • Materiale: Lana
  • Genere: Unisex (per adulti)
  • Cappello Profondità: 28 cm
  • Adatto per la circonferenza della testa: 55 - 58 cm.
  • Quattro colori: Nergo, trasparente bianco, grigio, rosso scuro, rosso.
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Infine è intervenuto l’art. 17, comma. 1, lett. d), d.l. 12 settembre 2014 n. 133, conv. in l. 11 novembre 2014 n. 164, il quale ha  sostituito la necessità di permesso di costruire  nei casi in cui il nuovo fabbricato comporti anche “aumento di unità immobiliari” e “modifica del volume”, con la più limitata ipotesi di “modifiche della volumetria complessiva degli edifici” eliminando quindi il caso dell’aumento delle unità immobiliari.

Inoltre da allora il legislatore  assoggetta a permesso di costruire la ristrutturazione edilizia  anche quella comportante modifiche di sagoma di edifici vincolati col D.Lgs. n. 42/2004 nei soli casi in cui la ristrutturazione riguardi edifici vincolati, ma senza abbattimento, poiché, in tale ultima ipotesi, ai sensi del precedente art. 3, co. 1, lett. d), si fuoriesce dalla definizione di “ristrutturazione edilizia”.

Che cosa frulla nella mente delle persone di potere? Ce lo domandiamo – e capita non di rado – quando i loro comportamenti ci appaiono contraddittori, o poco comprensibili, o così arroganti da essere difficili da sopportare.  Un recentissimo articolo uscito sull’Atlantic  ci invita a porci la domanda in termini più radicali: che cosa succede  al cervello  delle persone di potere?

L’Atlantic cita un paio di pareri autorevoli. Secondo Dacher Keltner, docente di psicologia all’università di Berkeley, due decenni di ricerca e di esperimenti sul campo convergono su un’evidenza: i soggetti in posizione di potere agiscono come se avessero subìto un trauma cerebrale. Diventano più impulsivi, meno consapevoli dei rischi e, soprattutto, meno capaci di considerare i fatti assumendo il punto di vista delle altre persone.

Sukhvinder Obhi è un neuroscienziato dell’università dell’Ontario. Non studia i comportamenti, ma il cervello. Quando mette alcuni studenti in una condizione di potere,  scopre che questa influisce  su uno specifico processo neurale: il rispecchiamento, una delle componenti fondamentali della capacità di provare empatia.

L'unico capitolo del bilancio statale che non ha subito tagli nella fase più critica del paese è stato quello delle spese militari. Nel 2012 il Wall Street Journal scriveva che Berlino e Parigi avevano addirittura barattato il "pacchetto di aiuti" con l'impegno di Atene ad acquistare armi prodotte nei loro paesi. In effetti, non passò inosservato che proprio in quell'anno  la Grecia approvò una spesa militare di 7 miliardi di euro superiore a quella dell'esercizio precedente , un aumento del 18,2 per cento rispetto al 2011. In rapporto al Pil quella spesa faceva all'incirca il 3 per cento, quasi come negli Stati Uniti ed in Russia.

Senza questa premessa sarebbe più difficile spiegare il gran rifiuto di Tsipras e del suo governo, la ragione per cui le proposte dei cosiddetti "creditori" sono state giudicate irricevibili da Atene. Di cosa parliamo? "Banalmente" - si fa per dire - della richiesta di altri tagli alla spesa sociale ed ai salari, di imposte indirette più alte sui consumi (anche alimentari), di nuovi tagli alle pensioni, di norme per rendere i licenziamenti ancora più facili, della svendita di aziende statali e di altri pezzi di patrimonio pubblico. Misure inique e recessive, nel solco tracciato dai precedenti memoranda, che avrebbero definitivamente annichilito ogni possibilità di ripresa per quel paese.

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, in questo senso, costituirà un monito per i "timonieri" irresponsabili di questa Europa ed una speranza per quanti ancora credono nel progetto di integrazione. Sarà la vittoria dei popoli europei, su cui governi, banche e speculatori hanno scaricato in questi anni il prezzo della "loro" crisi. Nessun automatismo invece per l'uscita del paese dall'euro. L'appartenenza della Grecia all'Unione Economica e Monetaria (Uem) è sancita da un trattato che il paese ha firmato in condizione di parità con gli altri partner. Certo, il precipitare della situazione metterebbe seriamente a rischio la tenuta dell'euro. Ma possibile che Draghi, Junker, Merkel e tutti gli altri non ne abbiano finora tenuto conto?